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21.02.2015

IL 2015 E’ L’ANNO MATILDIANO..COSA UNISCE MATILDE DI CANOSSA A SOVANA?

Matilde di Canossa, la “gran contessa” che nell’inverno del 1077 ospitò nel suo castello le due massime autorità del tempo, il papa Gregorio VII e l’imperatore Enrico IV, per un evento capitale di geopolitica religiosa . Tale fu la potenza di questa donna nell’Europa dell’XI secolo che su di lei è fiorito un mito. Il suo appoggio dato al papato nello scontro col dominio imperiale fu decisivo per le sorti del continente.
La vicenda storica che coinvolse Matilde è quella che i manuali chiamano della “lotta per le investiture”. Il sacro romano imperatore, la massima autorità politica dell’epoca, intendeva avocare a sé la nomina dei vescovi, voleva una Chiesa docile alla corona.
La Chiesa di Roma, al contrario, si batteva con dura determinazione per l’autonomia dell’ordine ecclesiale dalla potestà politica. Fra scomuniche, contestazioni canoniche, diete imperiali e sinodi di vescovi ostili al papa, il confronto diventò scontro aperto quando nel 1073 salì sul trono Pietro Ildebrando di Sovana, un monaco della Toscana meridionale di modeste origini famigliari. Prese il nome di Gregorio VII. ). Fu un grande innovatore, affermò la superiorità del papato su ogni autorità temporale. Aprì un aspro conflitto con l’imperatore Enrico IV, arrivando anche a scomunicarlo. Ed ecco l’evento di Canossa. Ospite nel castello della contessa Matilde sui Monti Appennini di Reggio, presente l’abate di Cluny, il papa accettò il pentimento dell’imperatore, lo perdonò e gli concesse il bacio della pace. Era il 28 gennaio 1077. Ma prima di essere ammesso alla presenza del Papa, Enrico IV dovette sostare a lungo fuori dalla porta del castello, in atto penitenziale, vestito di sacco, a piedi nudi nella neve di quell’inverno freddissimo che aveva fatto gelare il fiume Po.
Quell’episodio di dieci secoli or sono è diventato proverbiale. Ancora oggi si dice “andare a Canossa” nel senso di una ritrattazione dolorosa e necessaria. Grazie alla straordinaria efficacia del simbolo — l’imperatore che si umilia di fronte al papa — quell’episodio ha avuto e continua ad avere un grande significato politico.
Canossa non fu che un episodio lungo un percorso plurisecolare costellato di vittorie e di sconfitte. Lo stesso Gregorio VII sperimentò assai presto la vendetta dell’imperatore. Spodestato, sostituito da un antipapa e costretto alla fuga, morì in esilio a Salerno nel 1085. Ma ormai il principio propugnato da papa Gregorio e condiviso da Matilde, era entrato nella storia. L’autonomia della Chiesa dal potere politico si affermò lentamente, faticosamente ma irreversibilmente, fino a diventare architrave portante della moderna civiltà d’Occidente. Divenne Santo nel 1606, canonizzato da Papa Paolo V.

Nel piccolo borgo maremmano di Sovana, lungo la strada che da Piazza del Pretorio conduce al Duomo, al civico 29 una lapide segnala la casa natale di Papa Gregorio VII.

Quest’anno è il IX centenario della morte di Matilde di Canossa e Sovana sarà sede di alcune delle iniziative a carattere nazionale che assumeranno maggiore importanza anche in vista di EXPO.
In particolare, Sorano e Sovana, ospiteranno il 24 e 25 di maggio una serie di eventi fra i quali un convegno sul tema “Ildebrando da Sovana e Matilde di Canossa: due grandi protagonisti nella lotta fra Chiesa e Impero” e la mostra fotografica realizzata in collaborazione con il fotografo Cesare Moroni dal titolo “L’attualità di due grandi del Medioevo”.
Inoltre è previsto il 25 maggio, in occasione della Festa di San Gregorio VII, il ritrovo a Sovana delle delegazioni dei Comuni Matildiani che poi parteciperanno alla Messa solenne nel Duomo.
Sempre a maggio l’Associazione Sovana Aperta organizzerà una mostra documentaria dal titolo “Il Culto di San Gregorio VII a Sovana”.

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